Il terremoto del Belice
Interviste

Nella giornata di lunedì 21 Marzo abbiamo incontrato il sindaco di Partanna, Dott. Francesco Li Vigni
Lui è un testimone della tragedia del terremoto e ci ha raccontato dettagliatamente ció che successo durante la notte del 15 gennaio; inoltre ha illustrato la vita post terremoto e il passaggio dalle tendopoli alle baracche. Infine ha raccontato della ricostruzione di Partanna e dei cambiamenti economici, politici e sociali che ha portato il terremoto

In seguito nella giornata di mercoledi 25 Marzo si è tenuto l'incontro con il Sindaco di Santa Ninfa, Avv. Carlo Ferreri.
Egli, pur non avendo vissuto il terremoto, ci ha dato molte informazioni sul luogo, sui cambiamenti e sulle conseguenze che ha portato sul nostro territorio.
Ci sono stati dei cambiamenti soprattutto sulle dimensioni, infatti dopo il terremoto il territorio di Santa Ninfa si è allargato cercando di sfruttare al meglio le risorse che offriva e cercando di ritornare alla vita precedente.
La popolazione fin da subito ha cercato di adattarsi ai cambiamenti, grazie anche al sostegno e all’aiuto di molti sacerdoti, come Don Antonio Riboldi, a cui è stata dedicata la piazza antistante la chiesa Cristo Risorto qui a Santa Ninfa.
Sono nate molte associazioni e gruppi, come il Gruppo 15 Gennaio, per portare avanti iniziative per i ragazzi.
A causa della mancanza della Protezione Civile, è intervenuto l’esercito e i muratori.
Gli scout sono intervenuti per la distribuzione di viveri per la popolazione, praticando volontariato.
Inoltre il sindaco ci ha parlato della politica, ad esempio la popolazione che si riuniva per strada per i comizi e i consigli comunali.

Nella giornata di Mercoledì 26 Marzo abbiamo incontrato il sindaco di Gibellina, Dott. Salvatore Sutera.
Il paese fu uno dei maggiormente colpiti durante il terremoto. Il sindaco è un testimone del terremoto e ci ha raccontato la vita a Gibellina prima e dopo l'accaduto, di cosa fecero non appena sentirono la prima scossa che preannunciava quella più forte della notte del 15 gennaio. Ha menzionato inoltre, il Sign Pietro Ippolito, un “eroe” che ricordandosi di una coppia di anziani rimasti in casa li andò a salvare rimanendo travolto dalle macerie. Ci ha raccontato anche della piccola “Cudduredda”, una bambina travolta dalle macerie e trovata solamente tre giorni dopo dai vigili del fuoco, era illesa ma solamente pochi giorni dopo morì in ospedale, forse a causa di qualche emorragia interna. Gibellina è stata ricostruita in un altro punto rispetto al vecchio paese poiché erano presenti tantissime macerie. Sulle macerie poi, Alberto Burri, ha costruito il Cretto di Burri, un’opera che ricorda la tragedia.
